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Lo sbiancamento dentale si può fare anche da soli?

 

 Lo sbiancamento dentale è una delle pratiche odontoiatriche più antiche nella storia. Già i fenici e gli antichi romani erano soliti usare impacchi di cera ed urea per sbiancare i denti. Nel Medioevo, invece, si applicavano delle soluzioni acide per andare a sciogliere lo strato più superficiale di smalto, ovvero quello più pigmentato, e se questo non era sufficiente si limavano con delle raspe di ferro le superfici esterne dei denti, fino a trovare smalto bianco…Un incubo vero? Meno male che siamo nati in un'altra era…

Oggi lo sbiancamento dentale è una procedura odontoiatrica che permette di ringiovanire il sorriso in breve tempo migliorando il colore dei denti, rendendoli più bianchi. Lo sbiancamento funziona grazie alla liberazione di ossigeno da parte del perossido di idrogeno o di carbammide nel momento in cui viene posto a contatto con i denti. Queste molecole di ossigeno vanno a disgregare le molecole dei pigmenti responsabili della discromia, e dunque rendendole non più visibili.

 

Sbiancamento professionale o sbiancamento fai da te?

Con uno sbiancamento professionale si ha garanzia di raggiungere il più elevato sbiancamento possibile. In questo modo ci manterremmo al sicuro da spiacevoli effetti indesiderati, infatti se   eseguito da professionisti con prodotti certificati  non altera ne rovina lo smalto dei denti promettendo una predicibilità di risultato molto elevata. Ovviamente il vantaggio del “fai da te” sta nella riduzione dei costi di uno sbiancamento con tecniche professionali ma presenta innumerevoli rischi per la salute della nostra bocca, basti pensare che nel web ci sono molti falsi profeti che danno consigli sbagliati come ad esempio che il limone,  quindi l’acido citrico, combinato con il bicarbonato, sbianchino i denti,  mentre in realtà possono corrodere i denti (acido citrico) o graffiarli (bicarbonato da granulometria grossa ) .

 In sintesi se non siete contenti del vostro colore dei denti e volete procedere con uno sbiancamento, affidatevi a un professionista, non sia che per voler sperimentare il “fai da te” aggravate  la situazione di una bocca magari sana.

 

 

 Fonti : ( Dr. Pier Paolo Melgar Dorado , Wikipedia )

26/02/2016 commenti (0)

Il caffè è dannoso per la salute dei denti?

 

 Il caffè macchia i denti rendendoli giallastri. Più scuro è il caffè più si altera il normale colore dei denti.Quasi tutti bevono caffè, conosciamo insieme qualcosa al riguardo..

  "Questa bevanda è la più consumata al mondo seconda solo dopo l'acqua: mediamente il 49% della popolazione beve caffè".

In generale alla salute della nostra bocca non crea particolari problemi, tuttavia può essere un po’ sgradevole avere macchie gialle piuttosto vistose  sui nostri denti, nelle relazioni sociali la prima impressione è quella che conta per questo motivo se possiamo è nostro dovere mantenere la salute dei denti nel migliore dei modi. Se le macchie sono già comparse non disperate! E’ possibile rimuoverle con diversi metodi, naturalmente l’opzione più consigliata è ricorrere a uno sbiancamento professionale eseguito da un dentista in circa 30 minuti.

Le bevande ed i cibi che hanno un basso valore di Ph (come il caffè) vengono considerate acide e svolgono un azione corrosiva dello smalto. Ogni volta che si beve caffè è buona abitudine lavarsi i denti, ma aspettando almeno 20/30 minuti dall’assunzione. In sintesi,  il caffè contribuisce a rendere meno gradevoli i nostri denti dal punto di vista estetico e come ogni cosa è importante non abusarne. 

 

 

Fonti. ( Dr. Pier Paolo Melgar Dorado , Wikipedia)

11/02/2016 commenti (0)

Cos'è la carie dentale?

               

   La carie dentale è una patologia odontoiatrica estremamente diffusa, probabilmente la più diffusa di tutte. Basti pensare che colpisce, almeno una volta nella vita, il 90% della popolazione mondiale.

Questa malattia interessa solo i denti esposti nel cavo orale, di conseguenza si salvano gli elementi inclusi e quelli isolati da una corona artificiale (capsula). Tra quelli a rischio non vi sono solo i denti sani e integri, ma anche quelli devitalizzati, senza radice, incorporati in una protesi, e privi di tessuti parodontali.

Gli elementi dentali più vulnerabili sono i molari, i premolari e gli incisivi superiori. Le superfici più colpite sono l’interdentale e l’intercuspidale, dove risulta complicata la rimozione completa dei residui alimentari e, quindi, il mantenimento di una perfetta pulizia.

La carie colpisce, rammollisce e distrugge i tessuti duri del dente (smalto e dentina). Il danno si propaga dall’esterno verso l’interno con un decorso lento che può variare dai 6 mesi fino ai 2 anni.

Il processo carioso si può dividere in due fasi distinte:

  • Carie superficiale
    Lo smalto viene intaccato e demineralizzato al di sotto dei depositi di placca batterica. La carie presenta una tipica colorazione bianco-marroncina. Se l’infezione non viene adeguatamente trattata, l’andamento è progressivamente ingravescente.
  • Carie penetrante
    I prodotti acidi della fermentazione degli zuccheri perforano lo smalto e raggiungono la dentina. Poi, superata questa seconda barriera, la carie arriva alla polpa. Infine vengono interessate le strutture profonde del dente, causando ascessi, cisti e granulomi.


La guarigione spontanea non è possibile, poiché i tessuti dentali non hanno capacità rigenerativa. L’unica soluzione disponibile per rimediare al danno superficiale è rappresentata dall’otturazione. Invece, quando l’infiammazione ha già raggiunto la polpa dentale (pulpite) ci si deve affidare alla devitalizzazione.
Nei casi più sfortunati la lesione evolve ulteriormente, dando un granuloma o una cisti dentaria.
Nel primo caso si interviene con antibiotici, devitalizzazione e apicectomia. Nel secondo caso con apicectomia o drenaggio. Infine, quando il dente è giudicato irrecuperabile, si procede con la sua estrazione.

Il miglior atteggiamento per salvaguardare i denti dalla carie è la prevenzione.
Questa si basa su alcuni punti fondamentali:

  • un’adeguata igiene orale, garantita dall’utilizzo corretto e costante di spazzolino, filo interdentale, colluttorio e dentifricio al fluoro.
  • un’alimentazione corretta, in cui siano poco presenti zuccheri semplici e composti, cibi gommosi ed appiccicosi. E in cui siano, invece, preferiti alimenti ricchi di fluoro come cereali e prodotti ittici.
  • una pulizia dentale professionale da ripetere ogni sei mesi.
  • controlli periodici dal dentista.
  • eliminazione del vizio del fumo.


Nel caso in cui la prevenzione non basti, è sempre consigliabile che il soggetto si rivolga al proprio dentista fin dal palesarsi dei primi sintomi. Rimandare un attento esame odontoiatrico solo per paura o trascuratezza non potrà che portare a cure più lunghe, difficili, dolorose e costose.

 

Fonte: Dentisti Italia http://www.dentisti-italia.it/dentista/conservativa/carie/40_carie.html

11/02/2016 commenti (0)

Il Chewing Gum fa male alla salute dei denti? La risposta è nello Xilitolo..

 

Sempre più spesso si trovano in commercio chewing gum “per denti più sani”. Ma come? ci hanno sempre insegnato che le gomme fanno male ai denti. Dove sta la verità? La parola magica è xilitolo, un dolcificante naturale che non viene fermentato dai batteri e quindi non determina la formazione degli acidi che attaccano lo smalto dei denti. Negli ultimi trent’anni numerosi studi hanno mostrato che se viene assunto in maniera prolungata porta a grossi benefici per l’igiene orale tanto da ridurre la formazione della carie dal 30 all’80% a seconda dei diversi casi.

.«Ci sono quattro buoni motivi per assumere xilitolo», ha spiegato il professore finlandese Kauko Mäkinen durante il suo intervento alla conferenza il ruolo dello xilitolo nell’igiene orale, «riduce l’incidenza delle carie, la stabilizza nei soggetti con una dentatura compromessa, fa diminuire la produzione della placca e riduce la presenza di streptococchi mutans che attaccano lo smalto dei denti».«L’utilizzo dello xilitolo andrebbe promosso e favorito anche con leggi statali» ha affermato il nutrizionista Andrea Strata dell’università di Parma «penso ad esempio al suo utilizzo nelle bustine di zucchero o in altri alimenti di uso frequente.Anche se va detto che l’idea di utilizzarlo nel chewing gum è stata geniale».La masticazione del chewing gum svolge un valido effetto detergente attraverso l’azione meccanica di rimozione dei residui di cibo, fa aumentare il flusso di saliva che riduce il ph della cavità orale e neutralizza gli acidi che si formano per la fermentazione microbica degli zuccheri. Se a queste azioni benefiche si aggiungono le proprietà dello xilitolo capiamo che masticare queste gomme può essere di grande aiuto per l’igiene orale. Però attenzione, non è sufficiente mangiare chewing gum per mantenere i denti sani, resta fondamentale lavarli dopo ogni pasto. «Però masticare gomme allo xilitolo ogni volta che non è possibile lavarsi i denti con lo spazzolino rappresenta un valido mezzo per prevenire la formazione di placca» conclude il professor Romano Grandini titolare della cattedra di odontoiatria conservatrice dell’università degli studi di Firenze.

 


Fonti: Sanihelp, http://www.dentisti-italia.it .

22/01/2016 commenti (0)